Basket Todi

P.B.News. Pianeta Basket News

4 e 5 Maggio: le Finali Under 15 Ecc. sono dedicate a Mario Angeli Coarelli
By: Comunicato Stampa Basket Todi
Il 4e 5 Maggio in occasione delle Final 4 Under 15 Categoria. Eccellenza sarà ricordato con il premio a lui dedicato ,Mario Angeli Coarelli .
Nelle parole di Paolo Chiacchella, Direttore Generale del Perugia Basket, il ricordo di uno dei più grandi giocatori Umbri.
A nome del basket Todi , ringraziamo Paolo, per lo struggente racconto, di un ragazzo il cui ricordo vive ed è guida, in tutti quanti hanno avuto il privilegio e l’onore di conoscerlo. 

 

Il Direttore racconta…MARIOLINO

Comincio questa rubrica in cui andrò a delineare caratteristiche sportive e personali di giocatori del basket perugino con Mariolino, ovvero Mario Angeli Coarelli .
Lo farò non nella maniera compassata del ricordo di un ragazzo prematuramente scomparso ma con la leggerezza, la simpatia, l’ironia, l’arguzia che lo ha sempre caratterizzato .
La prima volta che ho visto Mario su un campo da basket è stato nella Finale Juniores Regionale per i nati nel 1960 alla MONTEDISON SQUARE GARDEN di Santa Maria degli Angeli.
Da una parte la “ corazzata “ del PGB con giocatori provenienti dalle 3 società cittadine ( Don Bosco, Ferro di Cavallo e PGB ) e, quindi, Mauro Corbucci, Francesco Funaro, Paolo Ciacci , Bob Burzigotti e ,dulcis in fundo Andrea Ragnetti, si proprio lui, l’ex AD di ALITALIA.
Nel Todi giocavano Gigi Valigi , papà di Vittorio e zio di Renato, Marco Sisti, papà di Guglielmo, Pio Angeli Coarelli e la squadra cadetti del 1962/63 in cui già primeggiava Mariolino.
In quella partita lui che era il più giovane, dimostrò subito la sua freddezza, la sua capacità mostruosa di segnare da ogni posizione, in assenza ancora del tiro da 3 , e in un contesto di diciottenni fu sicuramente l’MVP (anche se all’epoca neanche sapevamo che cosa significasse effettivamente l’ acronimo), trascinando il Basket Todi alla vittoria.
Rimasi veramente impressionato dalla limpidezza dei gesti tecnici, dalla capacità di smarcarsi e di attendere il momento giusto per effettuare questo tiro stilisticamente perfetto con il sedere leggermente indietro che gli consentiva di trovare sempre il giusto equilibrio.
Dopo un paio di anni avvenne che la III^ squadra di Roma, targata ITALCABLE, non trovando i giusti spazi in città vista la contemporanea presenza della Stella Azzurra , targata IBP ,militante in A1 e del Banco di Roma partecipante alla A2 , chiese il trasferimento a Perugia , e , quindi, nella nostra città il basket cominciò a crearsi un suo spazio di appassionati in alternativa al calcio. Dato, però, che durante la settimana la squadra si allenava a Roma , per dare un segnale positivo per la crescita del nostro sport in Umbria , la società fece reclutamento presso le varie società regionali . Da qui l’arrivo da Spoleto di Dodo Cappelletti, padre del mensanino Alessandro, dalla Don Bosco Gian Marco Tomassini e Francesco Arcelli , ma l’obiettivo principale era Mariolino , anche se per lui bisognava superare lo scoglio del trasferimento a Perugia.
Allora un sabato sera mi armai di sano coraggio e andai a Todi a cena a casa Coarelli . La regina della casa era la mamma di Mario , rimasta vedova abbastanza giovane del padre militare di grande personalità , che chiaramente stravedeva per i suoi maschi Pio e Mario . Vincere la sua resistenza non fu facile, ma poi impegnandomi personalmente a seguire Mario negli studi , enfatizzando le sua qualità sportive e non , alla fine riuscii a ottenere il trasferimento di Mario a Perugia.
Non sto a dire quante domeniche mattine sono andato a Todi per prelevare Mario per partire per le varie località del campionato juniores laziale/toscano . Ma era un vero piacere perché Mario aveva la battuta sempre pronta, un’educazione eccellente e , soprattutto, una piena consapevolezza delle sue qualità, senza presunzione.
Passano ancora un po’di anni e nell’allestire la squadra della allora NPP dopo la vittoria del Campionato di Serie D con Paolo Versiglioni , factotum della società e Giorgio Piselli , coach vittorioso, pensammo a Mario . Maturato, cresciuto , allora le sue qualità personali e di simpatia si manifestarono ancora di più. Con Vergari e Maurizio Serafini formavano un terzetto inscindibile e nelle trasferte erano una fucina di scherzi verso compagni di squadra e non , di potenziali sfide su qualsiasi argomento ( velocità in auto, sgommate ed altre non propriamente riferibili ). In campo tiratore mortifero, guardia con possibilità di fare anche il playmaker e vero opinion leader all’interno dello spogliatoio . Penso che una delle cose che ricordava con piacere e rimpianto allo stesso tempo fu il provino a Trapani con Mannella, storico mini playmaker originario di San Giovanni Valdarno , che con la sua rapidità e visione di gioco riusciva a mettere Mario nella condizione di fare la cosa che gli riusciva più naturale ovvero tirare e, soprattutto, segnare.
Ultimo ricordo vivido è quando nella prima partita da avversario a Todi, nonostante una partita non brillante probabilmente condizionata dall’emozione sia per il premio ricevuto dalla sua società che per il fatto di giocare davanti ai suoi amici, Mariolino fece sulla sirena il canestro della vittoria, e non dimenticherò mai il suo sguardo a metà tra il compiaciuto e il dispiaciuto.

Paolo Chiacchella

 

Luca Chinea

Cosa ne pensi ?

You must be logged in to post a comment.